Visita del vescovo Mandara


"Oggi sperimentiamo cosa significa il legame con la Chiesa: una comunità ha la gioia di celebrare l'Eucarestia insieme al suo vescovo. Essa è come una famiglia in cui i figli si rallegrano della presenza del loro padre. La famiglia si riunisce; la Chiesa - la nostra famiglia - è pienamente rappresentata ".

Sono parole rivolte da Don Isidor Iacovici a Mons. Ernesto Mandara, vescovo ausiliare di Roma centro, durante la Messa presieduta da Sua Eccellenza, domenica 19 giugno, nella chiesa di Santa Maria in Portico, in Piazza Campitelli. Come parroco della comunità rumena cattolica di Roma, don Isidor sapeva bene che era la prima volta, nei dieci anni d'esistenza della comunità, che un vescovo di Roma celebrasse l'Eucarestia con i rumeni. Lo ha confermato e spiegato molto bene anche don Antonio Lucaci, direttore della sezione rumena alla Radio Vaticana e allo stesso tempo responsabile per tutti gli immigrati rumeni d'Italia: "Dopo diversi tentativi, abbiamo trovato in questa chiesa dedicata alla Madonna un'accoglienza adeguata. La sua presenza oggi, Eccellenza, non fa altro che rafforzare il legame tra Roma e il popolo rumeno, che per la prima volta nella sua storia è diventato un popolo d'immigrati ".

Erano le 15.30, quando ha cominciato la Messa. I banchi erano pieni, come di solito. Ciò che ha impressionato di più il vescovo, è stato vedere tanta gente accostarsi al sacramento della riconciliazione. Lo ha menzionato espressamente alla fine della Messa, quando ha esortato a "continuare con la tradizione della Chiesa rumena nell'anno dell'Eucaristia". Secondo l'abitudine dei cattolici rumeni, prima della Messa si prega il rosario ed iniziano le confessioni. "In tal modo", ha continuato il vescovo , "conserverete i valori tradizionali che avete ricevuto nella vostra patria ". E' stato accolto da un applauso, quando si è scusato di non poter parlare rumeno. Tutti i rumeni ricordano ancora oggi che il papa Giovanni Paolo II ha letto in rumeno i suoi discorsi durante la visita pastorale in Romania nel maggio del 1999. Il vescovo Mandara è stato ugualmente applaudito, quando ha affermato di voler continuare a dare il suo appoggio ai fedeli ed ai sacerdoti rumeni presenti a Roma.

E' stata veramente una bella giornata per noi. Alla Messa hanno partecipato padre Bruno Mioli, scalabriniano, incaricato per gli immigrati da parte della Conferenza Episcopale Italiana, don Pierpaolo Felicolo, responsabile per gli immigrati da parte del Vicariato di Roma, come anche il parroco della comunità che ci ospita, padre Tommaso Galasso. Tutto ciò non ha fatto altro che accrescere la nostra gioia.

 

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Festa dei popoli - 2005


La comunità romena ha partecipato il 29 maggio alla Festa dei popoli insieme alle altre comunità straniere presenti a Roma.
Alle 12.00 si è celebrata la santa Messa presieduta da Sua Eccellenza, Mons. Ernesto Mandara, vescovo ausiliare di Roma centro, insieme a 50 sacerdoti concelebranti provenienti da diversi paesi. Da parte della chiesa cattolica romena hanno partecipato don Isidor Iacovici, don Benone Lucaci, don Cornel Berea e don Eduard Soare assieme ad un grande numero di fedeli. Sono stati presenti anche i rappresentanti della chiesa greco-cattolica romena, don Daniel Veres e don Serafim insieme ad un gruppo di fedeli.
La liturgia è stata animata dai vari gruppi etnici con i loro canti e il coro romeno ha chiuso la celebrazione con un canto dedicato alla Madonna, "O, Marie, o preadulce mama".
Nelli'omelia Sua Eccellenza, mons. Mandara ha parlato dell'amore infinito di Dio verso di noi il quale ha mandato il Suo Figlio nel mondo e del mistero di Cristo presente in mezzo a noi tramite il sacramento dell'Eucaristia. Rivolgendosi a noi migranti ci ha esortato di vivere intensamente la fede, nonostante ci trovassimo in un paese diverso da quello della nascita e conservare i valori ricevuti dai nostri predecessori.
Dopo la santa Messa nella basilica di San Giovanni in Laterano si sono svolte le altri parti della festa.
Ogni nazione ha preparato una mostra. La mostra della Romania ha fatto vedere oggetti, immagini, e abiti tradizionali provenienti dal paese. Molte persone hanno manifestato l'interesse di conoscere di più la Romania, le tradizioni, e anche le sue attrazioni dal punto di vista turistico. E' stata la possibilità di assaggiare le ricette alimentari specifiche romene, tra cui "le sarmale".
Un altro momento forte è stato quello della danza: dieci coppie di giovani vestiti di abiti tradizionali hanno fatto una dimostrazione di danza popolare autentica. Durante la rappresentazione sulla scena alcuni spettatori sono intervenuti e hanno accompagnato i giovani della scena, danzando pure loro.
E' stata un festa molto bella, occasione per conoscere gli altri e farsi conoscere nell'identità e nelle tradizioni culturali.
Questa manifestazione ha avuto lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno della migrazione.

IL PROGRAMMA ARTISTICO
PRIMAVERA - PRIMĂVARA

Il gruppo folkloristico della regione nord-est della Romania (Moldavia) con sei coppie di ballerini desidera fare conoscere con cuore e amore le tradizioni e la cultura popolare del loro paese.
1. Il primo ballo si chiama "Hora" e rappresenta l'inizio delle feste popolari della fratellanza tra di noi.
2. Il secondo ballo si chiama "Sârba studenților", allargato a tutti, alorche` al suo inizio era dedicato agli studenti proprio per il suo ritmo veloce.
3. "Brașoveanca" solo balleto in coppie - in generale per le feste familiari, specialmente per i matrimoni.
4. "Bătuta moldovenească" - ballo del nord-est della Romania - musica e canto per tutte le generazioni corrispondente al riposo (settimanale) domenicale.
5. "Sârba pe furate" - ballo furbo, perchè con velocità il cavaliere cerca la partner di un altro, facendole un dispetto.

Celestin - Dana
Eusebiu - Cristina
Adrian - Cristina
Nicu - Olimpia
Dan - Alice
Nelu - Felicia
Narcis - Mary

Vi invitiamo a visitare la galleria foto del sito dove sono riprese immagini dal evento.

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hram_2005

Festa patronale della comunità romena

8 dicembre 2005

La festa dell'Immacolata Concezione ha un grande rilievo per i romeni cattolici di Roma perchè è la festa patronale della comunità dei migranti romeni presenti nella Città Eterna.
L'8 dicembre si è celebrato nella Chiesa S.Maria in Portico in Campitelli una S.Messa solenne, occasione per manifestare la fede, la gioia, e nello stesso tempo un segno dell'unità di tutti i romeni che si trovano a Roma e nei dintorni. La celebrazione è stata presieduta da mons. Anton Lucaci, il responsabile della pastorale dei migranti romeni in Italia.

Nell'introduzione, all'inizio della celebrazione il parroco don Isidor Iacovici ha salutato tutti i presenti e ha reso una parola di benvenuto agli invitati speciali: don Mihai Fratila rettore del Collegio Pio Romeno, don Pierpaolo Felicolo segretario dell'ufficio Migrantes, P. Tommaso Galasso parroco della comunità italiana, sgr. Mihai Dobre ambasciatore della Romania presso Vaticano e il console della Romania in Italia.

La verità e il mistero di fede della solennità sono stati spiegati durante l'omelia in cui si è riproposto ai fedeli il modello di santità della Vergine Maria. L'imitazione di Maria concepita senza peccato è anche un'esigenza del tempo d'Avvento quando ogni cristiano deve lottare di più contro il peccato. Il predicatore ha insistito sull'importanza del Concilio Ecumenico Vaticano II, ora quando si compiono 40 anni dalla sua chiusura. E' stato accentuato inoltre che questo Concilio si è svolto in un quadro mariano e ha rinnovato tutti i settori della vita della Chiesa. Alla fine si è accennato ad un evento svolto ad Iasi, la presentazione del Libro Sinodale.

Alla conclusione della S. Messa, don Isidor Iacovici ha espresso la riconoscenza verso Dio e il ringraziamento a tutti i partecipanti. In seguito P. Tommaso Galasso ha parlato delle difficoltà prima della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione. La celebrazione si è chiusa con la lettura della nomina di Don Iulian Faraoanu nella funzione di vice-capellano dei romeni migranti di Roma.

Dopo la Messa tutti i presenti hanno condiviso un momento d'agape fraterna portando nel cuore l'esperienza dell'incontro con il Signore e la certezza di essere figli amati di Maria.

Pr. Iulian Faraoanu

Vi invitiamo a visitare la galleria foto del sito dove sono riprese immagini dal evento.

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Prima Santa Comunione - Roma 2005

 

Domenica 11 dicembre 2005 si è svolto a Roma un evento molto speciale. Un gruppo di 31 bambini hanno ricevuto per la prima volta la prima santa Comunione. La festa è stata organizzata nelle due chiese dove si celebra la santa Messa nella lingua romena: S. Maria in Campitelli (Piazza Venezia) e S. Maria Causa Nostrae Laetitiae (Casilina).

Per arrivare a questo momento è stato bisogno di un cammino di preparazione che è durato circa quattro mesi. La catechesi è stata coordinata da don Isidor Iacovici, il cappellano dei rumeni migranti di rito latino a Roma. La preparazione dei ragazzi è stata fatta dalle suore Ingrid e Cristina aiutate da due giovani ragazze, Adriana e Oana. Loro hanno avuto il sostegno dei genitori, i quali si sono resi conto del dovere di educare i loro figli anche nel campo della fede. Tutte queste persone si sono dedicate perchè i piccoli conoscano di più Cristo e imparino le verità fondamentali della fede cattolica. Dopo l'esame, che tutti l'hanno superato, è arrivato il momento della prima confessione. Anche se sono state certe emozioni, tuttavia i bambini erano contenti di aver sperimentato la misericordia e il perdono di Dio. In questo modo hanno preparato la loro anima per diventare una degna dimora di Cristo.

Finalmente è arrivata la domenica aspettata e i ragazzi sono venuti in Chiesa insieme ai genitori e ad alcuni dei parenti per l'incontro personale con Cristo. I fedeli presenti hanno ammirato i vestiti molto belli e si sono uniti in preghiera, ricordandosi dell'evento della loro prima Comunione e il modo in cui l'hanno vissuta.

Durante l'omelia il parroco ha sottolineato l'importanza di questa festa, la quale deve rimanere un punto di riferimento per la vita di ogni fedele e il dovere di vivere sempre in armonia con la volontà del Signore. La comunione con il corpo di Cristo deve trasformare radicalmente l'essere cristiano e condurre poi alla maturità cristiana. Una parola è stata rivolta anche ai genitori, i quali hanno il compito di educare la fede dei piccoli. La loro preoccupazione dovrebbe essere in primo luogo la cura per la salvezza dell'anima dei loro figli.

Alla fine della santa Messa un rappresentante dei bambini ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla loro preparazione e formazione religiosa, rendendo possibile questa bella festa.

Tutto si è concluso con un piccolo regalo offerto ai bambini e il foglio-ricordo della prima Comunione, memoria di un incontro unico con Cristo, Pane della vita e garanzia della felicità eterna.

Pr. Iulian Faraoanu

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Canto natalizio e nostalgia

Due comunità hanno vissuto la gioia del concerto di canti natalizi: quella della chiesa S. Maria Causa Nostrae Laetitiae e quella di S. Maria in Portico in Campitelli. Due cori, due momenti da non dimenticare, i quali hanno offerto tante emozioni e hanno fatto scattare tanti applausi.

Sono state recitate alcune poesie dai bambini, si sono viste pure delle lacrime... Peccato che dobbiamo scrivere, "sono state". E meraviglioso quando si può dire "sono", in un presente che vuole rimanere sempre cosi, senza pensare a un futuro sconosciuto e senza un passato che diventa solo un ricordo.

Ho visto molte lacrime, soprattutto all'ultimo canto interpretato da don Isidoro e dedicato alle mamme che aspettano i loro figli a casa per le feste. Anche se si scrivessero tante parole, non si potrebbero descrivere le emozioni osservate dal vivo: una lacrima, un sorriso...

Don Eduard Soare- nella comunità di Campitelli e il signor Leopoldo- nella comunità di Casilina hanno dato del loro tempo e talento per preparare i cori. Dobbiamo dire che quello che ha offerto don Soare è stato particolarmente bello e ben preparato. Si è notata l'arte e la sensibilità di colui che ha fatto dalla musica un ambone per il messaggio di Cristo.

Un grande GRAZIE ai coristi, ai capi del coro, ai ragazzi che hanno recitato, alle suore e le giovani che hanno preparato i bambini e a tutti quelli che ci hanno offerto un momento prezioso di gioia e innalzamento spirituale.

Una tradizione che per molti può sembrare banale e comune, per coloro che sono lontani dalla patria diventa una porta verso la propria casa e la riscoperta della propria identità. Vi invitiamo a visitare la galleria foto del sito dove sono riprese immagini dal concerto di domenica 18 dicembre.


Don Corneliu Berea

Vi invitiamo a visitare la galleria foto del sito dove sono riprese immagini dal evento.

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