Giornata della Vita Consacrata, Roma, 5 febbraio 2006

Domenica 5 febbraio si è svolto a Roma un evento del tutto speciale con una grande echo nella comunità cattolica romena: la celebrazione della Giornata della Vita Consacrata. Alla messa delle 15,30 nella chiesa "S. Maria in Portico in Campitelli" è stato invitato il vescovo Luigi Moretti, viceregente del Vicariato di Roma.

In primo piano sono state le persone che hanno deciso di consacrare la propria vita a Cristo, religiosi e religiose romeni degli Ordini e Congregazioni di Roma. Alla preghiera dei fedeli questi hanno espresso il desiderio di seguire fedelmente Cristo e riflettere il volto del Salvatore nella testimonianza della vita quotidiana. Anche durante l'offertorio, medinate i simboli (il vaso, le costituzioni, la Bibbia e la candela) si è riaffermata l'intenzione di dedicarsi pienamente alla comunione con Dio e all'esercizio delle virtu', soprattutto la carità.

Durante l'omelia il vescovo, ispirandosi dalla parola del Vangelo ha evidenziato l'idea di trovare il senso della vita in Cristo. Egli libera l'uomo dalle sue paure e sofferenze, Egli dona una comprensione profonda del mistero dell'esistenza e allo stesso modo Egli è la speranza della felicità eterna. Faccendo rifferimento alla conscrazione totale nel servizio di Dio e della Chiesa, il predicatore ha invitato tutti i religiosi a leggere i segni dei tempi e a rinnovare l'imitazione di Cristo casto, povero e obbediente, modello di ogni santità.

Il vescovo ha esortato i numerosi fedeli presenti ad una apertura più grande verso i valori evangelici e a prendere coscienza della fratellanza in Cristo, fonte di amore vero e autentico.

Alla fine della celebrazione il parroco, don Isidoro ha ringraziato il vescovo Moretti, don Pierpaolo e padre Mioli (responsabili per la migrazione nella Conferenza Episcopale Italiana e nel Vicariato di Roma) per la partecipazione all'Eucaristia. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai religiosi che hanno animato la santa Messa.

Il clima di festa è stao prolungato dall'agape fraterna dopo la Messa, occasione di scambio e conoscenza reciproca.

Don Iulian Faraoanu

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Visita di Sua Eccelenza, Mons. Aurel Perca vescovo aussiliare di Iași

Domenica il 19 febbraio il vescovo aussiliare di Iasi, mons. Aurel Perca ha fatto una visita nelle comunità cattoliche romene di rito latino a Roma. Sua Eccelenza ha celebrato la S. Messa a Ladispoli, in Casilina e poi nella chiesa di piazza Campitelli. Insieme alle parole rivolte durante l'omelia, il vescovo Aurel Perca ha avuto l'amabilità di rispondere a delle domande in una breve intervista. Riportiamo le Sue parole.


1. Eccelenza, quali sono le impressioni dopo la celebrazione delle sante Messe nelle comunità cattoliche romene di Roma?

Prima di tutto vorrei sottolineare che non è la prima volta in cui mi trovo a celebrare la s. Messa in queste comunità. Già in passato ho avuto modo di partecipare a tali celebrazioni, occasione per essere in comunione con gli immigrati romeni di questa bella città, dove si trova la tomba dei grandi apostoli Pietro e Paolo.

La cosa che mi ha colpito di più è il grande numero dei fedeli che partecipano alla s. Messa, rispetto alla proporzione dei cattolici presenti a Roma. Quello che ammiro è il desiderio dei fedeli di incontrare Cristo e di rendere culto a Dio, nonostante l'orario, avvolte un pò scomodo, e le distanze abbastanza grandi per molti di loro.

Questa partecipazione non è soltanto quantitativa, ma anche qualitativa, mediante le risposte e i canti dell'assemblea durante la Messa. Guardando tutto questo pensiamo alla fede profonda dei fedeli e il loro impegno per coltivarala e rafforzarla anche nelle condizioni non sempre favorevoli in cui vivono.


2. Come vede le prospettive della pastorale dei migranti?

Una cosa fondamentale è la presenza di sacerdoti disponibili nell'accompagnare i fedeli a vivere la fede e impegnarli nelle varie iniziative pastorali, soprattutto la catechesi. La catechesi è necessaria per mantenere lo spirito delle tradizioni della chiesa locale da cui provengono. In futuro si sentirà forse il desiderio di integrarsi nelle comunità italiane e allora le iniziative pastorali sarranno adattate allo specifico dell'ambiente in cui vivono.


3. Quali sono i consigli per i migranti romeni a Roma?

La cosa più importante credo che sia il non dimenticare l'origine e coltivare sempre di più la fede ricevuta nel paese, in Romania.
Una volta conservati i valori della propria fede, sarà necessario eliminare la paura di affermare la propria identità, l'apparteneza alla nazione romena, perchè la ricchezza di valori cristiane e culturali non è inferiore agli altri popoli.
Rimane il dovere di vivere intensamente la fede e testimoniare Cristo, Via, Verità e Vita in spirito di carità.
Dio vi benedica e vi ricolmi dei Suoi doni!

 

Don Iulian Faraoanu

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La Risurrezione del Signore per i romeni di Roma

Questi giorni sono stati momenti per vivere intensamente la fede nella comunità dei romeni migranti a Roma. Nonostante la lontananza, la nostalgia della patria e delle tradizioni specifiche romene, la gioia della Risurrezione ha invaso i loro cuori e hanno lodato con cantici spirituali Colui che è risuscitato dai morti.

Il periodo della Quaresima, durante il quale i fedeli hanno purificato le loro anime con la penitenza, la preghiera e le opere di carità ha culminato con la celebrazione del Triduum pasquale. Accanto alle cerimonie speciali sono state occasioni per le confessioni a cui si sono accostati tante persone. La Santa Messa della Risurrezione è stata celebrata sabato alle 19,00 nella chiesa Santa Maria in Campitelli e nella chiesa Santa Maria Causa Nostrae Letitiae in Casilina. Un grande numero di romeni hanno preso parte alla Veglia pasquale. Dopo l'Exultet, sono state proclamate le letture che evocano le grande tappe della storia della salvezza.

Il canto Alleluia e la proclamazione del Vangelo hanno introdotto i fedeli più profondamnete nel mistero della Pasqua. Durante l'omelia è stato speigato il senso della Veglia pasquale e la centralità del mistero della morte e risurrezione del Signore. Hanno fatto seguito le altre due parti della veglia: la liturgia del battesimo e quella eucaristica. I partecipanti hanno rinnovato le promesse battesimali alla luce della Risurrezione e hanno partecipato in gran numero alla comunione. Il canto ben conosciuto "Cristo e risorto" è stato un momento di particolare emozione, ma nello stesso tempo anche una professione di fede in questo mistero il quale ha cambiato le sorti della storia e della vita umana. Le candele accese portate a casa hanno ricevuto un significato particolare, un motivo per comprendere che Gesù Cristo e la sorgente della vera luce e noi dobbiamo essere portatori di luce consapevoli che solo la luce di Cristo dona la liberta e la vita.

La gioia della Risurrezione è stata vissuta poi nella solennità della Pasqua e nel giorno seguente, detto anche Pasquetta. La santa Messa è stata celebrata in tutte e tre le chiese in cui si riunisce la comunità romena. Si è notato lo stesso spirito di fede profonda e una partecipazione viva.

Un ringraziamento speciale ai sacerdoti presenti alle celebrazioni del mistero pasquale e una esortazione ai fedeli di essere persone risorte insieme a Cristo e di vivere la vita nuova donata nella Risurrezione.

Buona Pasqua a tutti e Cristo è risorto!

 

Don Iulian Faraoanu

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Consacrazione Diaconale a Roma

"Mi hai sedotto Signore, E mi sono lasciato sedurre..." Ger. 20,7

 

Queste sono le parole del profeta Geremia ed anche le parole scelte dal diacono Dorcu Petru come motto nell'ocasione della sua ordinazione diaconale.

Sabato il 13 maggio 2006 nella cappella del Pontificio Collegio Urbano Petru Dorcu, insieme ad altri sei suoi compagni, sono stati ordinati diaconi per l'imposizione delle mani di S.E. Hoser, segretario aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli "Propaganda Fide".

Petru é nato il 11 agosto 1981 in Tămășeni, Romania.

Nell'autunno dell'anno 1996, rispondendo alla chiamata del Signore è entrato nel Seminario Teologico "Sf. Iosif" di Bacau, dove ha conseguito gli studi liceali. Dal 2000 ha continuato i suoi studi presso l'Istituto Teologico Romano-Catolico "Sf. Iosif" di Iași, dove ha seguito i suoi studi di filosofia.

Cominciando con l'estate dell'anno 2002 il cammino vocazionale l'ha portato verso Italia. Qui ha iniziato gli studi di teologia presso la Pontificia Università Urbaniana. Attualmente sta faccendo la specializazione in Teologia morale.

Auguriamo al diac. Dorcu Petru un servizio fecondo nella vigna del Signore. a comunità romena di Roma è unita a lui in preghiera e implora dal Signore sante vocazioni e sacerdoti secondo il modello di Cristo, Buon Pastore.

 

Ferastrau Laurentiu

 

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Festa dei popoli - 2006


La comunità romena di Roma vive oggi un momento di grande gioia partecipando alla Festa dei popoli insieme ad altre 30 comunità di immigrati presenti a Roma. La santa Messa è stata presieduta da sua Eccelenza Luigi Moretti, viceregente del Vicariato di Roma. Alla celebrazione hanno preso parte tutti i sacerdoti responsabili delle comunita dei migranti. Alla Messa internazionale la comunità dei romeni ha contribuito con il canto di comunione "Venite a me tutti gli affaticati". Si è notato subito il grande numero di romeni presenti a questo evento, latini, greco-catolici e anche ortodossi.

Posso affermare che viviamo un momento di integrazione nella diocesi di Roma, conservando la propria identità e nello stesso tempo partecipando alla comunione con la Chiesa di Roma. Dall'altare vedendo tanti volti diversi mi è venuta nella mente l'immagine della Chiesa Universale, dell'unica famiglia di Dio convocata dallo Spirito Santo atorno all'Eucaristia.

Impariamo ancora una volta che dobbiamo dare per ricevere, che dobbiamo offrire senza la paura di impoverirci e ricevere con generosità quello che ci arrichisce. Citando San Paolo si puo dire che non c'è più nè giudeo, nè greco, ma tutti siamo uguali, figli dello stesso Padre che ci ama e ci unisce con la forza della sua presenza e del suo amore infinito.

Nell'omelia il vescovo ci ha fatto capire che noi formiamo la chiesa di Cristo, ma dobbiamo essere consapevoli della responsabilità nell'edificare questa chiesa. Davanti a Dio abbiamo valore nella misura in cui sappiamo donare l'amore e i doni di cui Egli ci ha colmati.

Dopo la santa Messa nella piazza S. Giovanni in Laterano si sono svolte le altre parti della festa. I partecipanti hanno potuto visitare gli stands che presentavano i diversi paesi. Allo stand romeno si potevano ammirare oggetti, immagini, depliants e abiti popolari tradizionali.

Dopo il pranzo con le specialità della cucina dei diversi paesi, è cominciato lo spettacolo con canti e balli. La Romania è stata rappresentata da un gruppo di ballerini accompagnati da una band con strumenti e una cantante. Il programma romeno è stato un grande successo e ha abbelito la festa.

E' stato una giornata veramente bella. In tutti i momenti eravamo uniti con i fratelli del nostro paese e della nostra chiesa locale, i quali sono nei nostri cuori.

Un grazie a tutti e corraggio nell'impegno di edificare l'unità nella diversita.

 

Pr. Isidor Iacovici

 

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Pellegrinaggio a Cascia - 2 iunie 2006


Venerdì, 2 giugno, un gruppo di 38 cattolici romeni abitanti a Roma ha fatto un pellegrinaggio a Cascia per venerare la tomba di Santa Rita, una delle più importanti persone carismatiche della Chiesa di Occidente della fine del Medio Evo.

Il pellegrinaggio è stato organizzato e condotto dal cappellano della comunità romena di Roma, don Isidor Iacovici, il quale ha curato anche le spiegazioni storiche dei posti visitati. Al pellegrinaggio hanno partecipato anche il vicecappellano della comunità romena di Roma, don Iulian Faraoanu e don Fabian Dobos, sacerdote romeno trovato a Roma per motivi di studio. Invitato di onore fu don Benone Lucaci, dottorando alla Pontificia Università Lateranense, il quale ha curato la parte liturgica del pellegrinaggio.

Arrivati alla basilica della santa, dopo un momento di meditazione personale, abbiamo celebrato la santa messa nella cappella trovatasi al fianco della tomba di Santa Rita. I canti pasquali romeni, l'atmofera di silenzio perfetto, l'odore della santità presente in quella cappella, ma soprattutto le parole del predicatore, don Benone Lucaci, hanno riscaldato i cuori dei fedeli, i quali nonostante le goccie di pioggia di fuori vivevano una nuova primavera di santità riscaldata dal sole divino. Durante la predica, don Benone ha invitato i fedeli a lasciarsi condurre, secondo il modello di Santa Rita, dallo Spirito Santo, che è l'unico portatore di vita eterna.

Alla fine della Santa messa, il cappellano della comunità, don Isidoro Iacovici, ha invitato i presenti ad un momento di preghiera interiore nella quali fossero ricordati tutti i cari, vivi e defunti, specialmente i faligliari rimasti in Romania. Dopo questo momento di preghiera mentale, la recita del «Ricordati, o, Maria!» ha sigillato il momento liturgico della visita a Santa Rita da Cascia.

Dopo pranzo, i nostri passi si sono rivolti verso un altro posto di pellegrinaggio: Norcia. Qui abbiamo visitato la casa nativa di San Benedetto, il fondatore del monachesimo in Occidente e patrono di Europa. Il pensiero di preghiera fu rivolto anche alla sorella di Benedetto, santa Scolastica, «colei che amò di più e fu esaudita da Dio». Questa definizione si rifà ad un episodio della sua biografia, nel quale si racconta la sua visita al fratello, Benedetto. Lei voleva che rimanessero lì per parlare di cose divine tutta la notte, ma lui le ha risposto che non poteva mancare di notte dal monastero. Allora Scolastica piegò la testa sul tavolo pregò il Signore e in pochi momenti venne una forte tempesta, così che il fratello non è potuto più tornare in monastero. Allora lei ha detto a Benedetto: «Ho pregato te e non mi hai ascoltato, ho pregato Dio e lui mi ha esaudito. Adesso vatene via, se puoi!» E così sono rimasti tutta la notte in preghiera.

Al ritorno per Roma il gruppo di pellegrini si fermò a Spoleto, la prima città dello Stato Pontificio nato alla metà del ottavo secolo, dove hanno visitato il monumento più insigne dell'antica città: la cattedrale di «Santa Maria Assunta», costruita nel secolo XII°. Qui i fedeli romeni si sono fermati davanti alla statua di Sant Antonio e all'iscrizione che portava la scritta: «Qui nel 1232 il papa Gregorio IX ha canonizzato Antonio di Padova».
La sera dello stesso giorno i pellegrini ritornarono a Roma arricchiti dall'esperienza di santità che hanno vissuto. In un solo giorno si sono fatti quattro altri grandi amici di Dio: Santa Rita, San Benedetto, Santa Scolastica e Sant'Antonio di Padova. Questi esempi di vita cristiana ci invitano continuamente a porci la famosa domanda di Sant Agostino: «Se loro sono riusciti, perché non posso anche io diventare santo?»

Pr. Fabian Dobos

 

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Pellegrinaggio a San Pietro

 

Nei giorni prossimi alla solennita dei santi Pietro e Paolo i fedeli cattolici romeni di Roma hanno voluto venerare i santi apostoli, rinnovare la professione di fede e pregare per le necessita della Chiesa.

Circa 100 fedeli hanno partecipato alla preghiera dell'Angelus e hanno ricevuto la benedizione del Santo Padre Benedetto XVI. In seguito hanno aspettato con vivo desiderio il saluto del Papa in lingua romena.

Pieni di emozione e gioia si sono recati verso la cripta della basilica dove hanno pregato in silenzio davanti alla tomba del papa Giovanni Paolo II e davanti all'altare di Pietro. Il pellegrinagio ha continuato con la visita della basilica e si e concluso con un momento di preghiera nella cappella S. Giuseppe, patrono della Chiesa Universale. Qui i pellegrini hanno innalzato suppliche per la catedrale S. Giuseppe di Bucarest messa in pericolo.

Confermati nella fede tutti sono partiti per la chiesa S. Maria in Campitelli per partecipare all'Eucaristia e condividere con i fratelli l'esperinza vissuta.

 

Don Ionut Paul Strejac

 

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Festa della Romania a Zagarolo: 16 -17 settembre 2006

La comunità italiana e i romeni di Zagarolo nei giorni 16 e 17 settembre hanno preso parte ad un'iniziativa culturale e spirituale speciale, "La festa della Romania a Zagarolo", organizzata dal Comune di Zagarolo, l'Ambasciata della Romania in Italia e l'associazione "Romeni in Italia".

Nel discorso di benvenuto il vescovo di Palestrina mons. Doemnico Sigalini ha invitato tutti a scoprire Gesù Cristo nel nostro prossimo. É stato un momento ecumenico a cui hanno partecipato fra gli altri anche un sacerdote ortodosso.

Il signor ambasciatore della Romania presso lo Stato italiano, Cristian Valentin Colteanu ha esortato i romeni immigrati in Italia ad essere seri, bravi e buoni cittadini e a coltivare l'amicizia con il popolo italiano. Poi ha ricordato il prossimo ingresso della Romania nella Comunità Europea.

Gli artisti della Romania, invitati speciali per questa festa sono riusciti a creare un'atmosfera di gioia e divertimento. Sul palco hanno cantato e ballato Vasile Seicaru, Victor Socaciu, Benone Sinulescu, Stefania Rares, Stela Popescu e Alexandru Arsinel. Il moderatore è stato Gabriel Cotabita. La comunità italiana ospitante ha presentato un programma di balli tardizionali offerti dal gruppo "Glio".

La comunità cattolica romena di Roma è stata rappresentata dal gruppo di balerini "Mioritic", il quale è riuscito a creare un'atmosfera di vera festa con i balli popolari.

Domenica il 17 settembre nella chiesa S. Pietro di Zagarolo è stata celebrata una santa Messa in romeno a cui hanno partecipato fedeli italiani, romeni cattolici e ortodossi.

D'ora in poi ogni domenica alle ore 12,00 nella chiesa S. Maria sarà celebrata la Messa in rito latino per i romeni di Zagarolo.

Il programma culturale ha continuato anche domenica pomeriggio fino in tarda serata. Nonostante la pioggia, tutti quelli presenti hanno vissuto con gioia ed entusiasmo i bei momenti offerti dagli organizzatori.

 

Don Isidor Iacovici

 

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Immacolata Concezione, Roma 8 dicembre 2006

 

La solennità dell'Immacolata Concezione è da molti anni la festa patronale della comunità dei cattolici romeni a Roma. I nostri fedeli si sono preparati a questo evento con la preghiera e le opere di carità, partecipando ai sacramenti e alla Santa Messa e invocando l'aiuto della Madre di Dio per essi e per i loro cari.

Anche quest'anno un numero grande di fedeli si sono radunati nella chiesa Santa Maria in Campitelli. Abbiamo pregato il rosario, poi alle 15,30 abbiamo partecipato alla Messa dove hanno concelebrato molti sacerdoti romeni e italiani, rappresentanti della CEI e del Vicariato di Roma. Sono stati anche i rappresentanti della Romania presso il Vaticano e lo Stato italiano. La santa Messa è stata presieduta da Mons. Anton Lucaci, il quale ha fatto anche l'omelia.

Una volta finita la messa, ci siamo fermati davanti all'altare fissando con gli occhi l'icona della santa Madre di Dio e abbiamo cantato: "Tutta bella sei Maria e in te non si trova peccato. Tu sei la gloria di Gerusalemme, Tu sei la gioia di Israele, Tu sei l'onore del nostro popolo."

Dopo la Messa tutti i presenti sono stati invitati alla consueta "agape" fraterna. Questo incontro ha avuto due finalità. La prima: quella di condividere insieme le nostre esperienze, gioie e difficoltà e di conoscerci meglio. E la seconda: durante la cena di beneficenza offrire un contributo economico destinato ad alcune famiglie povere della Romania, cosi da portare un pò di felicità anche per loro nella festa di Natale. Tra l'altro non è la sola iniziativa di questo tipo. Anche in passato sono stati diversi progetti per mettere in pratica la carità. Nell'ottobre abbiamo raccolto alcune migliaia di Euro per sostenere la missione romena di Maikona in Kenya e per dare la possibilità ad alcuni giovani kenyani di studiare. Con questo vorrei solo sottolineare la generosità dei nostri fedeli, i quali, nonostante i disagi, sono solidari con i loro fratelli e spesso il loro gesto si assomiglia con l'offerta della vedova di cui parla il Vangelo.

Da sempre la Chiesa ha predicato la carità e il Papa Bendetto XVI ci ha parlato di "Deus caritas est". I fedeli romeni hanno capito che non c'è un'altra forma migliore per dimostrare la fede e l'amore verso il prossimo, se non il dono, il gesto di carità. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno aperto il cuore verso gli altri, e aggiungerei: chi non dona qualcosa al Natale, non lo celebra.

Buon Avvento e un Santo Natale!

 

 

Don Isidor Iacovici

 

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Natale 2006 - Canti Natalizi Romeni a Roma

 

E' il preannunzio della Nascita del Salvatore, è la venuta del Figlio di Dio nel mondo, è la celebrazione di un grande mistero. Ormai è diventata una tradizione, quella del concerto di canti natalizi, quando ci radduniamo nella chiesa per ascoltare e cantare insieme al Bambino Gesù, glorificando Dio per il compimento del suo piano di salvezza.

In questi momenti, inevitabilmente i nostri pensieri sono rivolti ai luoghi natali, ai tempi della fanciullezza. Nella nostra mente si affaccia il presepio della indimenticabile chiesa del paese, presepio il quale anno dopo anno era diverso e sempre più bello. Appaiono gli alberi di Natale luminosi e addobbati con tanta cura. E, se lasciamo libera la fantasia, vediamo già le strade imbiancate di neve e i gruppi di bambini che andavano di casa in casa a portare la buona notizia che Gesù è venuto in mezzo a noi. E sentiamo una voce che diventa sempre più chiara: "Ecco vi annuncio una grande gioia che sarà per tutto il popolo. Oggi nella città di Davide è nato il Salvatore!"

Nonostante non possiamo riprodurre l'atmosfera che ci ha accompagnati durante gli anni della giovinezza, ci sforziamo però di riportare qui, tra i romeni che vivono a Roma, almeno una parte di quella notte santa, benedetta in cui Dio scende dal cielo e si fa simile all'uomo.

Insieme a quelle tradizioni tanto care a noi, vivendo le emozioni dei canti che proclamano la venuta nel mondo di Dio, proviamo a portare noi stessi in quel paessaggio meraviglioso, dove spende la Stella del Natale e dove i cori angelici dicevano: "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama". Supponiamo che siamo là davanti alla grotta di Betleeme. Cosa diremo al Bambino Gesù? Come ci comportiamo di fronte a Lui? Probabilmente saremo troppo stupiti dello splendore della divinità e non troveremo le parole. Ma insieme ai magi potremmo inginocchiare e adorarLo. E con i pastori dovremmo gridare a tutti che abbiamo visto cose grandi, che Dio si è fatto come noi, per farci come Lui.

Vi esorto di lasciarci invadere di gioia santa, e di unirci alle millioni di persone che lodano l'Emmanuele e annunziano in una sola voce la bella notizia che in Betleeme è nato oggi Colui che non ha ne inizio nè fine, secondo le parole dei profeti.

Auguri di santo e felice Natale!

 

Don Iulian Faraoanu

 

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Il Natale del Signore 2006

 

La celebrazione del Natale è stata un'occasione di gioire e di vivere più profondamente la fede per i romeni cattolici di Roma. Durante l'Avvento i nostri fedeli sono stati esortati a prepararsi degnamente in vista dell'accoglienza del Bambino Gesù, il quale deve abitare nel cuore dell'uomo. Le settimane dell'Avvento sono state la possibilità di una preghiera più fervorosa, di atti di carità e di riconciliazione con Dio, con il prossimo e con se stesso. In tutti questi giorni molti sacerdoti sono stati nei confessionali per la mediazione del perdono di Dio.

La messa solenne nella vigilia della Nascita del Signore è stata celebrata nelle chiese S. Maria in Campitlelli e in Grotte Celoni alle ore 19,00. Il messaggio della venuta nel mondo del Figlio di Dio e i canti natalizi sono entrati nel cuore delle centinaia di fedeli presenti alla santa Messa. L'inno "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà" e la tradizione del bacio del Bambinello hanno costituito gli elementi specifici della celebrazione.

Questa atmosfera di festa è continuata anche nei giorni seguenti 25 e 26 dicembre, quando in tutte e tre le chiese si è celebrata la Messa: a Ladispoli, a Grotte Celoni e in Campitelli. La presenza dei cristiani è stata come sempre molto numerosa. Inoltre la partecipazione era attiva e piena di fede. Nelle omelie i pastori delle comunità, don Isidoro e don Giuliano hanno sottolineato la necessità dell'adorazione dinanzi alla grotta di Betleeme e l'urgenza del rinnovamento nella sequela e nell'imitazione di Cristo, semplice, povero e pieno di amore.

Un evento importante si è svolto il 25 dicembre alle ore 16,00. Per la prima volta si è celebrata santa Messa in lingua romena nella chiesa S. Andreea Apostolo, via Cassia 731. Nella chiesa si sono radunati circa 150 romeni cattolici per vivere insieme la gioia dela Nascita del Salvatore insieme a don Isidoro Iacovici, il quale ha presiduto la Messa. Visto il numero abbastanza grande di fedeli e il loro zelo, in futuro si prevvede una Santa Messa domenicale anche in quella zona per venire incontro ai nostri connazionali.

Il tempo forte del Natale continuerà ad essere vissuto mediante le feste che seguono. Una nota speciale avrà la Domenica della Sacra Famiglia, quando si riaffermerà il valore e la dignità di questa istituzione voluta da Dio. La famiglia è minacciata dalla mentalità odierna troppo secolarizzata e dalla realtà dell'immigrazione che spesso ha come conseguenza la rottura dell'unità e la mancata educazione dei figli. La celebrazione di questa domenica sarà una continuazione della "Giornata della Famiglia", iniziativa di preghiera promossa in comunità nella solennità di Cristo Re.

Un santo e felice Natale! La pace e la grazia di Dio ci accompagni in questi gironi della discesa del Figli di Dio nella nostra natura umana.

 

Don Iulian Faraoanu

 

 

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